lunedì 7 settembre 2009

Buon Compleanno T.

Questa sera non riesco proprio a dormire, c’è freddo per stare sui gradini del portico così ho deciso di stare “comodamente” seduta in cucina, il caffè è caldo ma non ho molta voglia di berlo, non so nemmeno perché l’ho fatto. Forse perché fa tanto figo, modello americano.

Ho perso l’ispirazione, non riesco a finire di scrivere il racconto. L’ho cominciato ma sono ferma davanti ad un bivio: buttare tutto nella spazzatura o accantonarlo in un cassetto fin quando non ritrovo un muso ispiratore? Ho i brividi di freddo. Forse è meglio chiudere la finestra, ma so che appena l’avrò fatto e mi sarò riseduta un paio di zampette sporche cominceranno a grattare sul vetro per poter entrare. Chissà perché i gatti sono così dispettosi. Stamattina con grande sorpresa qualcuno ha bussato alla mia porta. Era T.! Mi è venuto a trovare per ricordarmi che oggi (o ieri?) è il suo compleanno. Io cado come al solito dalle nuvole, con la memoria che mi ritrovo non ricordo nemmeno la data del mio compleanno, figuriamoci quello di uno pseudo amico! Ovviamente l’ho invitato ad entrare, gl’ho offerto un bicchiere di the freddo che s’è scolato in un nanosecondo! E super sorpresa mi ha invitata a cena. La mia risposta? NO!

No per alcune semplicissime ragioni:

1- È sposato

2- Non mi piace come persona

3- Non mi piace fisicamente

4- È talmente strafottente da darmi sui nervi

5- Continua a vantarsi di tutto

E la smetto altrimenti continuo per tutto il post.

Ovviamente è rimasto senza parole al mio secco rifiuto, ma che ci posso fare? Anche se sono sola e senza impegni non devo per forza uscire con qualcuno anche se non lo sopporto!

Mi ha guardata quasi incredulo, dopo di che mi sono avvicinata alla porta, lentamente l’ho aperta e senza dirgli nulla ho aspettato che posasse il bicchiere e si avviasse all’uscita. Quando era sulla soglia mi ha chiesto se ne ero sicura, CERTO! Ed è andato via.

Ma possibile che la gente strana deve essere attratta da me?

giovedì 3 settembre 2009

V . . .

Certe volte la gente mi irrita.
Strano? Ma no! Per molte persone sono irritante, strafottente, altezzosa (o almeno è quello che dicono), per altri sono solitaria, chiusa, troppo indipendente, ma oggi ne ho sentita una nuova. Ero dal panettiere quando il mio udito da super eroina ha captato una signora che, chiacchierando con una sua amica, aveva diverse opinioni sul mio stile di vita un pò liberty: "Ma l'hai vista? Sono 3 anni che abita in paese e nemmeno uno straccio di fidanzato, poi con l'età che ha dovrebbe pensare a mettere su famiglia" mentre l'altra diceva "Secondo me l'attività agricola è solo una copertura per il suo vero lavoro..." e non continuo perchè al sol pensiero mi girano ancor di più le palle che non ho!
Dunque a parer del popolo io sono una puttana! O meglio, la puttana del paese.
E pensare che sono sempre stata gentile e disponibile.
Avranno frainteso per questo?
Ma tolto il lato negativo di tutta questa situazione, c'è il lato divertente.
La domenica mattina davanti alla piccola chiesa tutte le famiglie si riuniscono in "preghiera". Credo che ci andrò più spesso alla messa della domenica soprattutto quella delle 11.... ammiccare ai mariti mentre al loro fianco le mogli si mangiano le mani!?!
Comincio a sentire dentro di me quella voglia irrefrenabile di VENDETTA!



lunedì 31 agosto 2009

Quando anche una boccetta di Olio può fare la differenza!

martedì 25 agosto 2009

E' sempre tutto così confuso.
Ho passato una splendida settimana in barca al largo delle coste liguri, ma invece di tornare a casa fresca e riposata, sono ancora più nervosa.
Motivo?

martedì 11 agosto 2009

Oggi pompo il vuoto


venerdì 7 agosto 2009

Cambiamenti

E' tanto che non scrivo. Sarà che l'ultimo post era così .. ... forte?!


Ma lasciamo perdere.

Ieri sera ho avuto una splendida ed inaspettata visita. La mia cara, dolce, strana amica è finalmente venuta a trovarmi. Stranamente era sola. Ma meglio di niente.
Siamo state a chiacchierare fino all'alba. Non la vedevo da circa un mese. Un lunghissimo mese senza vederla ne sentirla a parte qualche breve messaggio. Peccato solo che non sia voluta rimanere qualche giorno da me, ma sono sicura che al ritorno dal suo duro viaggio ritornerà da me a raccontarmi tutto.
Eh si, la vita è strana assai :) (citazione a parte!)
Prima ti concede tutto, anche la luna, poi tutto d'un tratto ti toglie anche il respiro. Ti lascia a terra.
E' dura andare avanti. Le ho proposto di venire a vivere da me, in cambio di aiuto ovviamente perchè quì di lavoro ce nè anche troppo. Lei ha rifiutato. Mi ha detto che rimanere quà le avrebbe fatto troppo male. Che stà lottando con i denti per tenersi tutto quello che le è rimasto, la sua piccola gioia. Vorrei tanto fare qualcosa per lei, ma nega ogni mio tentativo d'aiuto. Vuole cavarsela da sola.
E la cosa più strana è che dice di essersi innamorata. Mi domando se ha buttato all'aria la sua vita per questa persona. Lei dice di no, ma temo che tutto questo non sia vero. Oggi dovrebbe avere l'incontro definitivo. Spero per lei che vada tutto bene.
Mi chiedo perchè tutto dev'essere sempre così difficile.
Lei aveva tutto, un uomo, una famiglia, un bel lavoro, non le mancava nulla. Eppure ha deciso di dare una svolta alla sua vita perchè si sentiva soffocare da quella storia. Ha rinunciato ai soldi pur di non essere di peso a nessuno, ha rinunciato a quella tanto amata passione. E forse, se l'incontro non andrà bene, rinuncerà anche al sangue del suo sangue.
Mi chiedo se l'uomo di cui lei è innamorata sapesse dei suoi sentimenti la lascerebbe andar via lontana centinaia e centinaia di chilometri?
Adesso aspetto, seduta come tutti i tardi pomeriggi d'estate, sul gradino del portico con il portatile sulle ginocchia e il telefono nel taschino della camicia.


sabato 1 agosto 2009

Quella notte...

Strana quella notte. L’aria era piatta. Le foglie immobili sui loro rami, sembrava di guardare una fotografia.
Ma quella notte era strana per ben altre ragioni. L’inconsapevole voglia di conoscere, comprendere, vivere, sperimentare.
E ne sono stati fatti di esperimenti, quella notte.
Tutto ebbe inizio intorno all’ora di cena. A. si apprestava a terminare l’ottima cena, tutto era buono, il vino, rosso, corposo, forse con una gradazione troppo alta. Li guardavo mangiare, tutto era così diverso. Tutti sapevamo cosa sarebbe accaduto di lì a poco ma nessuno mai ne parlò. Eravamo tutti e tre intenti a gustarci quelle pietanze dal sapore un po’ orientale (maledetto curry!!!). Bevemmo molto, M. era davvero fuori di sé che si appisolò sul dondolo in veranda. La mia mente era troppo annebbiata per comprendere quello che A. stava per fare. Per riprendermi decisi di fare quattro passi. Mai bere troppo quando non si sa a cosa si sta per andare in contro. Camminai in mezzo al frutteto, le pesche ormai erano mature e la metà del raccolto è era stato già fatto, eppure mi soffermo sempre a parlare alle mie “bambine”. Le ringrazio per i loro ottimi e preziosi frutti che generosamente mi sono stati concessi. Penso che loro mi ascoltino. E mentre guardavo un germoglio ecco M. e A. venirmi in contro. Ovviamente non erano a mani vuote. A. teneva tra le mani 2 bicchieri di vino, me ne offrì uno e mentre lo sorseggiavo M. mi prese per mano. Senza fiatare li seguii. Ero agitata. Il mio cuore batteva a mille. A. camminava dietro di noi. Con la coda dell’occhio notavo la sua espressione soddisfatta.
Arrivammo in casa. M. e A. mi guardarono, io sorrisi, e mentre aprivo la porta che dava al salotto A. mi prese per i fianchi, mi fece voltare e mi baciò. Sentivo la sua lingua che cercava la mia. Le sue mani mi accarezzavano il viso, mi spostava i capelli dalla fronte, prima dolce, poi violento, un bacio mai avuto. E mentre accadeva tutto ciò M. spostava i cuscini dal divano. Si sedette sulla poltrona e rimase di fronte a noi, ci guardava, ogni tanto si mordeva un labbro. Era visibilmente eccitato ma ancora vestito. Le sue mani erano sui braccioli della poltrona, li stringeva forte ad ogni mio sussulto, ad ogni mio gemito. A. mi sbottonò molto lentamente la camicia. Bottone per bottone, M. continuava a guardare ed io a guardare M.. Li volevo, li desideravo, volevo sentire le loro mani accarezzarmi. Forse mi avrà letto nel pensiero, non lo so, ma non appena lo pensai M. si alzò dalla poltrona. La sua eccitazione era ben visibile. Io ero visibilmente eccitata come A. che, mentre M. mi aiutava a sfilare la camicia, mi aiutava a tirar via i jeans. Ero in loro balia. Come una zattera in mezzo ad una tempesta oceanica. Nessun porto dove approdare sicura, solo onde alte e vento forte a scuotermi. E quella sensazione di disorientamento mi piaceva.
Adesso era M. a baciarmi, mentre sentivo le mani di A. sfiorarmi i seni nudi.. . .