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domenica 30 maggio 2010

Prima di andare a dormire

Ho ritrovato la voglia di scrivere.
Immagino a quei pochi istanti.... e le mani sembrano sempre più veloci sui tasti. Più veloci delle sue mani, delle sue labbra, della sua lingua.

lo sò, posso sembrare una pazza scatenata, che si getta sempre in situazioni assurde. Eppure, anche se in parte tutto ciò è vero, ogni cosa che faccio, ogni mio gesto, ogni mia azione mi rendono tranquilla.

Io sò quello che voglio, e passare quei brevissimi momenti con lui mi fanno stare bene. Avevo proprio bisogno di sentirmi donna.

Vivo in un mondo di uomini, che già mi giudicano a prescindere del mio lavoro, poi divento anche loro rivale... Per non parlare delle donne, poi, che mi circondano. Vecchie bisbetiche creature, che si aggrappano ancora alle tradizioni post guerra, quelle che si vestono tutte carine e sfoggiano tutti i loro miseri gioielli alla festa del paese.

Sono davvero circondata da talmente tanta ipocrisia che uno sano di mente si sarebbe già sparato.
Ma io ci vivo di stè cose, è pane per i miei denti.

Intanto mi calza a pennello il ruolo d'amante.

sabato 1 agosto 2009

Quella notte...

Strana quella notte. L’aria era piatta. Le foglie immobili sui loro rami, sembrava di guardare una fotografia.
Ma quella notte era strana per ben altre ragioni. L’inconsapevole voglia di conoscere, comprendere, vivere, sperimentare.
E ne sono stati fatti di esperimenti, quella notte.
Tutto ebbe inizio intorno all’ora di cena. A. si apprestava a terminare l’ottima cena, tutto era buono, il vino, rosso, corposo, forse con una gradazione troppo alta. Li guardavo mangiare, tutto era così diverso. Tutti sapevamo cosa sarebbe accaduto di lì a poco ma nessuno mai ne parlò. Eravamo tutti e tre intenti a gustarci quelle pietanze dal sapore un po’ orientale (maledetto curry!!!). Bevemmo molto, M. era davvero fuori di sé che si appisolò sul dondolo in veranda. La mia mente era troppo annebbiata per comprendere quello che A. stava per fare. Per riprendermi decisi di fare quattro passi. Mai bere troppo quando non si sa a cosa si sta per andare in contro. Camminai in mezzo al frutteto, le pesche ormai erano mature e la metà del raccolto è era stato già fatto, eppure mi soffermo sempre a parlare alle mie “bambine”. Le ringrazio per i loro ottimi e preziosi frutti che generosamente mi sono stati concessi. Penso che loro mi ascoltino. E mentre guardavo un germoglio ecco M. e A. venirmi in contro. Ovviamente non erano a mani vuote. A. teneva tra le mani 2 bicchieri di vino, me ne offrì uno e mentre lo sorseggiavo M. mi prese per mano. Senza fiatare li seguii. Ero agitata. Il mio cuore batteva a mille. A. camminava dietro di noi. Con la coda dell’occhio notavo la sua espressione soddisfatta.
Arrivammo in casa. M. e A. mi guardarono, io sorrisi, e mentre aprivo la porta che dava al salotto A. mi prese per i fianchi, mi fece voltare e mi baciò. Sentivo la sua lingua che cercava la mia. Le sue mani mi accarezzavano il viso, mi spostava i capelli dalla fronte, prima dolce, poi violento, un bacio mai avuto. E mentre accadeva tutto ciò M. spostava i cuscini dal divano. Si sedette sulla poltrona e rimase di fronte a noi, ci guardava, ogni tanto si mordeva un labbro. Era visibilmente eccitato ma ancora vestito. Le sue mani erano sui braccioli della poltrona, li stringeva forte ad ogni mio sussulto, ad ogni mio gemito. A. mi sbottonò molto lentamente la camicia. Bottone per bottone, M. continuava a guardare ed io a guardare M.. Li volevo, li desideravo, volevo sentire le loro mani accarezzarmi. Forse mi avrà letto nel pensiero, non lo so, ma non appena lo pensai M. si alzò dalla poltrona. La sua eccitazione era ben visibile. Io ero visibilmente eccitata come A. che, mentre M. mi aiutava a sfilare la camicia, mi aiutava a tirar via i jeans. Ero in loro balia. Come una zattera in mezzo ad una tempesta oceanica. Nessun porto dove approdare sicura, solo onde alte e vento forte a scuotermi. E quella sensazione di disorientamento mi piaceva.
Adesso era M. a baciarmi, mentre sentivo le mani di A. sfiorarmi i seni nudi.. . .

giovedì 30 luglio 2009

CHI E' COSTUI??

Adoro girovagare per l'etere, e ieri notte in particolare mi sono "intrufolata" nel sito di uno che a detta di molti sarebbe il "PROFETA DEL CONDOM"



E' stato divertente perdermi tra le tante querele fatte a stò pover uomo e a quelle che lui stesso ha fatto a tanta altra gente. Ma la storia che più mi ha colpita è stata questa: una notte di fuoco con il suo amato Robert Bernocchi ( che ancora non ho ben capito chi sia), ma il racconto è così bello che voglio lasciarne una traccia anche quì sul mio blog.

mercoledì 29 luglio 2009

Estate

Lenzuola di seta

Colore della notte

Fresche scendono lungo i nudi fianchi

Li accarezza, li sfiora

Si intrufolano audaci tra

Le sue cosce vellutate

C’è caldo

Una mano le scivola lungo i seni

Sfiora i turgidi capezzoli

E un fremito le percorre la schiena

Scende ancora sul piatto ventre

È tutto un sussulto, un brivido

Una scossa

Scivola ancora più giù

Sino ad arrivare al proibito

E un’ondata di piacere l’assale

Morbida e calda

Invitante

Ne assaggia il sapore.

Lui, seduto di fronte a lei la guarda.