Domenica mattina, dimentico le persiane aperte e alle 7 ho già il sole che mi bacia il viso. No, è troppo presto! Eppure mi devo svegliare. Accanto a me un uomo. Non troppo strana come situzione, solo che ancora oggi non riesco a ricordarmi il suo nome. Brutto affare.
Scendo giù in cucina e preparo il caffè, cerco di fare più rumore possibile. Voglio che vada via. La testa mi scoppia, ogni passo è un pulsare nel cervello. Apro le finestre e guardo fuori. E' tutto così tranquillo. E come per magia compare Shiva sul davanzale. Miagola, forse vorrebbe dirmi qualcosa, ma chi la conosce la lingua dei gatti? Preparo la colazione, ovviamente solo per me. Esco e vado ad aprire la stalla, le mie caprette mi fanno ciao (non mi sono drogata, giuro, ma tutte le mattine c'è il solito rituale!!!)
Vivere in campagna ha i suoi pregi ma anche i suoi difetti. E' rilassante sedersi sotto il porticato, annussare l'aria, perdere lo sguardo tra le colline. Il gatto che ti sale in grembo in cerca delle solite coccole. Eppure... mi manca ancora qualcosa! Inverosimile ma vero, a volte sento la mancanza di qualcuno accanto a me. Più volte mi è stato proposto di condividere la mia casa con qualcuno, eppure sono troppo egoista e gelosa delle mie cose, dei miei spazi.
Il tempo è tiranno, lo sò, ma prima o poi capirò qual'è il mio senso della vita.
Aspettando quel momento, provo ad immaginare il mondo che vorrei.

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